Il Fornaio

   Per fare del buon pane bisogna essere delle persone buone per natura, altrimenti ci si accorge della gommosita' delle michette o delle forme contorte delle ciabatte. Clemente Vita gestisce  "Il fornaio" in Piazza Velasquez 9, a Milano, e appena lo vedi nel suo negozio, indaffarato a portare dal retrobottega nuove sporte di pane appena sfornato, da scaricare nei compartimenti di legno, ti viene in mente una di quelle dorate e saporite pagnotte di grano duro.
   La sua giovialita' si riscontra tutta in delle pizzette di sua concezione - nella foto in seconda fila sul vassoio, mentre le prime sono alle patate con pesto - che a dir il vero incontrano in modo alternato il successo tra i numerosi clienti, cosa che mi consola alquanto, poiche' quasi sempre ne riesco a trovare, ancora esposte, una decina. Meglio sarebbe conoscere il momento quando esse vengono sfornate, da gustare caldissime "on the spot", sul posto, magari girovagando tra le bancarelle di frutta e verdura del mercato rionale del sabato.
   Il profumo di questa specialità e' talmente intenso che vedo le trachee delle persone andare su e giu'; ad un venditore che affascinato assisteva al mio rapido trangugiamento di una pizzetta, gli e' scappata - sara' stata anche la sua matura eta' - un filo di saliva da un lato della bocca, accompagnato da un deglutire, a vuoto, in perfetta sincronizzazione con il mio sospiro di beata gratificazione.
   La degustazione "on the road" a volte provoca una tensione cosi' elevata tra gli astanti - specie mentre in fila attendo di essere servito al bancone della frutta - che sacrifico una (a volte due) pizzette al venditore, che dopo diversi dinieghi, ma con l'occhio mai staccato dal mio sacchetto, le accetta e per alcuni secondi ferma il suo forsennato via vai tra le cassette degli ortaggi per gustare con meditazione il sapore di quella delizia.
   A scanso di equivoci, non e' una tecnica che uso per avere sconti, o frutta a buon peso, ma ho notato che quando il fruttivendolo si arrende alla fame che gli entra in corpo come una bonomia che gli fa esclamare un  "Ma si', abbondiamo!" mettendo sul peso diversi etti in più. Che non mi fa pagare.

   Visti i risultati, ho dunque creduto bene di rendere pubblica questa ricetta, descrittami dal Clemente. Dunque, comprate della pasta lievitata, ne fate delle formelle incavate di un otto centimetri, non di piu', perche' quando e' calda, il desiderio di ingoiarla tutta, nell'interezza del suo sapore, e' grande. 
   In un recipiente a parte, avrete gia' tagliato delle sottili fette di melanzane, dei tocchetti di pomodori sgocciolati, zucchine e peperoni che mischierete con olio extravergine di oliva. Quando le formelle  arriveranno a meta' cottura, le tirate fuori e nell'incavo vi porrete una cucchiaiata di quel contorno con sopra una rondella di scamorza affumicata, per poi farle rosolare nel forno.

Hereunder one of Clemente's mouth-watering products