Con il lancio e la messa in orbita geostazionaria a 36mila km d'altezza del
satellite EUTELSAT II-F1 dell'omonima organizzazione(European Telecommunications Satellite
organization), il primo di una serie di sei sistemi orbitanti a media potenza, avvenuta il
30 di agosto 1990, si è aperta una nuova era nella diffusione dei programmi TV. IL
sistema, entrato in attività nel mese di ottobre e sul quale sono stati già trasferiti i
canali TV dell'EUTELSAT 1-F4, ritrasmette dai suoi sedici ripetitori, coadiuvati da otto
sistemi ridondanti, con una potenza di 50 dBWatt per ripetitore, rispetto ai 20 dBW del
predecessore e con la possibilità di un funzionamento in simultanea dei sedici ripetitori
incrementando così del 60 per cento la capacità di trasmissione rispetto alla serie
EUTELSAT-I.
In Italia i segnali TV di questo satellite - 17 canali inglesi,
francesi, olandesi, dell'Europa del Nord, del Messico ed altri canali commerciali- possono
essere ricevuti con una parabola di 60 cm fino all'asse Siena-Pescara, con una di 90 cm
fino alla direttrice Napoli-Vieste mentre una parabola di 120 cm di diametro viene
ritenuta necessaria in Calabria e Sicilia. Ma questo satellite, che copre l'Europa e il
Bacino del Mediterraneo con due fasce di frequenze widebeam, con polarizzazione verticale
da 10.997 a 11.153 GHz la prima, con polarizzazione orizzontale da 10.972 a 12.563 la
seconda e con una frequenza superbeam con polarizzazione verticale operante nella fascia
11.616 a 12.708, si rivolge anche al Nord Africa e al Medio Oriente ove si rende
necessaria una parabola dai 1.6 mt. per la Turchia ai 2.20-2.40 mt. per il Marocco, misure
queste ritenute impensabili al comune utente prima del lancio della nuova serie
EUTELSAT.
Le normative che precisano le assegnazioni delle frequenze per le
radiotrasmissioni via satellite sono state emanate dall'UIT (Union Internationale des
Telecommunications) la quale ha stabilito di riservare la fascia 10.95-11.7 GHz per i
servizi di telecomunicazioni e la fascia 11,7-12,75 GHz per i satelliti DBS(Direct
Broadcasting Satellite). Successivamente con la conferenza WARC(World Administrative Radio
Conference) del 1977 si precisò che la fascia 12,5- 12,75 GHz doveva essere riservata per
i satelliti DBS( Direct Broadcasting Satellite) ad alta potenza. Inoltre si sono ripartite
le fasce di frequenza ai vari paesi e per quanto concerne la nostra parte di emisfero,
l'assegnazione ha riguardato quei paesi europei o africani che sono in grado di
"vedere" i satelliti geostazionari. Le norme specificano anche il numero di
canali permessi ad ogni nazione(5), le frequenze in downlink e uplink- cioè quelle
trasmesse dai satelliti verso terra e quelle inviate ai satelliti dalle stazioni di terra,
la potenza consentita(60 dBW) e l'area di diffusione. Nel 1992 si terrà la WARC 2 nella
quale sicuramente i grossi operatori, tra i quali l'EUTELSAT, chiederanno una
rinegoziazione del trattato per ottenere un utilizzo temporaneo di frequenze assegnate ma
non utilizzate dai paesi membri.
Ora, se un ipotetico osservatore europeo volgesse lo sguardo verso
sud ad un'elevazione di circa 30 gradi, si troverebbe di fronte un ideale arco su cui sono
posizionati ben 22 satelliti che inviano una panòplia di segnali TV, radio, telefonici e
trasmissioni dati. Vi si possono distinguere i geostazionari della INTELSAT(International
Telecommunications Satellite organization), cui sono associate 127 nazioni, quelli che
operano in ambito europeo a bassa-media potenza gestiti dalla succitata EUTELSAT cui
aderiscono tutti i paesi dell'Europa Occidentale con la recente aggiunta di Romania e
Polonia per un totale di 28 membri, quattro satelliti DBS ad alta potenza, di cui TDF1 e
TDF2 francesi e TV-SAT 1 e TV-SAT2 tedeschi che trasmettono con lo standard D2-MAC e che
sono in prossimità del satellite sperimentale Olympus(posizionato a 18,8 gradi Ovest) i
cui due canali, anch'essi ad alta potenza, sono occupati rispettivamente da un programma
videocriptato della BBC e dal quarto canale RAI. Seguono poi i satelliti della serie
Telecom gestiti dal governo francese, il Tele X dei paesi scandinavi, i due satelliti
commerciali Astra 1 e 2 costruiti dalla statunitense Hughes Aircraft e gestiti da una
società del Lussenburgo e i due BSB (British Broadcasting Satellite). A questi bisogna
aggiungere anche il satellite Kopernikus gestito dal Ministero PT della RFG che in termini
di frequenza e di potenza sarebbe classificabile come un satellite per telecomunicazioni
ma che in termini di utilizzo- vedasi Astra- è principalmente usato per canali
televisivi. Seguono poi il Panamsat che collega le due Americhe ma che viene usato anche
per scambiare programmi con l'Europa ed infine il satellite sovietico Gorizont che serve
anche i paesi dell'Europa dell'Est.
I programmi televisivi trasmessi nelle varie lingue dai satelliti
spaziano in differenti campi d'interesse. Si va dalle trasmissioni sportive e musicali
(programmi tipicamente transnazionali), alle News, dai documentari alle telenovele, agli
show di stampo americano e alle informazioni sull'andamento delle Borse; ci si può
inoltre sintonizzare su canali audio stereo con ricezioni della massima qualità. Quello
che però sembrava dovesse diventare un mezzo di diffusione continentale per eccellenza,
ha dovuto spesso fare i conti con il diritto d'autore: i produttori cinematografici per
esempio hanno preteso sui loro prodotti diffusi via satellite delle tariffe estremamente
alte sostenendo che con il nuovo mezzo si ampliava la fascia di mercato. Da parte loro
alcuni network privati hanno scelto di offrire agli utenti un palinsesto senza pubblicità
e per avere un ritorno adeguato, hanno videocriptato certi particolari canali(Canal Plus,
Filmnet,Teleclub, la stessa BBC per citarne alcuni), i quali possono essere ricevuti bene
se si noleggia un decodificatore fornito dal network per una somma di circa 30mila
mensili.
Queste limitazioni hanno fatto nascere nel contempo in Europa tutto un mercato
underground- così come nel software per i computer- di decodificatori pirata anche
perchè per certi paesi gli stessi network non hanno ricevuto la licenza, da parte degli
produttori cinematografici, per vendere i decodificatori. E' una situazione questa che si
presenterà a breve anche in Italia ove network privati hanno già in programma una
pay-tv. Indubbiamente il satellite si presta non solo al succitato narrowcasting delle
pay-tv ma anche a tutta una serie di altri nicchie di mercato quali i corsi di formazione
professionale per grosse aziende, scambi di dati o teleconferenze tra gruppi di interesse
pubblico o privato, monitoraggio di veicoli e natanti; insomma a tutto quello che una
fervida fantasia saprà sperimentare.
In Europa è avvenuto in pochi anni un vero e proprio boom per quanto
riguarda le installazioni di parabole per la ricezione di programmi via satellite,
fenomeno questo stimolato dai sistemi orbitanti che trasmettono in lingua inglese,
francese, tedesca, spagnola, fiamminga etc., ma dovuto anche ad una più vasta conoscenza
in certe fasce di utenti dell'Europa del Nord di una seconda lingua. In Germania
attualmente, la vendita di parabole viene stimata, da alcuni produttori nazionali, in
alcune decine di migliaia di pezzi al mese, cifre queste che risentono dei diversi
programmi irradiati stabilmente sul territorio tedesco. In Italia invece, al parco già
installato- 20-30mila parabole se ne aggiungeranno solo altre 10 mila all'anno.
Nel nostro paese - secondo stime induttive del direttore della
rivista di settore Satellite, Gianmaria Loiodice- le industrie Fracarro, Ro.Ver e CMR, che
fabbricano anche il ricevitore che è la parte tecnologicamente più sofisticata di tutto
il sistema - rappresentano il grosso della produzione nazionale, mentre per le parabole si
distinguono la IRTE, la Klinden e la P.R. Elettronica. Vi sono inoltre tutta una serie di
marche estere che offrono sistemi completi o parti quali ricevitori e convertitori come la
finlandese Salora, le statunitensi Chaparral, Drake e Echophere, l'inglese Alba, la
tedesca Hirschmann e la giapponese Uniden. Infine, recentemente, anche i produttori di
televisori si sono interessati al settore incorporando in alcuni modelli di TV dei propri
ricevitori con standard ad alta risoluzione D2-MAC, con costi per l'utente
complessivamente più ridotti. Se la RAI potenzierà i programmi trasmessi sull'Olympus,
stimolerà, secondo alcune proiezioni, una richiesta di mercato di ben 100mila parabola
l'anno. Da questo satellite sperimentale che fa parte del programma ESA( European Space
Agency) e che è stato costruito su basi non commerciali, attualmente si trasmette in, ma
sono previsti anche programmi in D2-MAC e in HD-MAC; inoltre alcuni dei ripetitori a bassa
potenza verranno dedicati alle trasmissioni radio in stereofonia e ad un getto di
telecomunicazioni avanzate a 20-30 GHz che interesserà il Nord-Italia.
C'è da aggiungere che la RAI non può trasmettere pubblicità su quel canale
poichè in caso contrario infrangerebbe la legge varato dall'attuale ministro delle Poste
e Telecomunicazioni On. Oscar Mammì, dunque alla fine dei diciotto mesi del periodo
sperimentale dovrà decidere se tenersi quel canale privandosi nel contempo di uno dei tre
che già possiede attualmente o passarlo ad un'altro operatore di network.
Il dispositivo di ricezione a terra dei segnali via satellite può
essere praticamente suddiviso in una parte esterna e in una interna all'edificio. Gli
elementi esterni constano di un illuminatore che raccoglie i segnali concentrati dalla
parabola e li invia al convertitore che seleziona dalla banda dei GHz la fascia di media
frequenza, 950-1750 MHz, da inviare al Polarotor, dispositivo questo che seleziona i
diversi tipi di polarizzazione. A questo punto le frequenze vengono amplificate ed inviate
lungo un cavo coassiale al ricevitore a sua volta collegato al televisore. A questa
configurazione di base possono essere aggiunti poi degli accessori quali il motore
elettrico e relativo posizionatore d'antenna se si vuol passare dal montaggio con azimuth
fisso ad un montaggio polare per la scelta dei satelliti; Possono infine essere aggiunti
altri dispositivi quali decodificatori di programmi o di standard televisivi.
E qui conviene esporre a grandi linee la situazione attuale degli
standard TV utilizzati. Finora i sistemi di trasmissione dei segnali TV si sono avvalsi
dello standard NTSC National Television Standars Committee) a 525 linee orizzontali con
frequenza verticale di 60 Hz per il mercato Nord- Americano, America Latina con qualche
eccezione e Giappone, del PAL (Phase Alternation Line) a 625 linee orizzontali con
frequenza verticale di 60 Hz, sviluppato dai tedeschi e usato nelle sue varianti oltre che
in Europa anche in Cina, Indonesia, Australia e Nuova Zelanda. Il terzo sistema, il
francese Secam (Sequentiel a Memoire), si è diffuso con le sue versioni oltre che in
Francia anche nei paesi del Nord e del Centro Africa, Medio Oriente e paesi dell'EST.
Però da diversi anni ormai si stanno sperimentando, e proprio dal 1990 utilizzando, nuovi
standard classificabili come a alta ed altissima risoluzione. Nella prima categoria
troviamo il succitato MAC(Multiplexed Analogue Components) a 625 linee orizzontali con
frequenze verticali più elevate, uno standard analogico prettamente europeo che tra
l'altro a differenza del PAL separa i segnali di luminanza e crominanza evitando così la
debordazione dei colori e conferendo alle immagini una incisione e nitidezza superiore del
50 per cento allo standard PAL. Inoltre il sistema si avvale di diverse sottoportanti
audio in codificazione numerica per suono stereo, per sottotitolazioni o audio
multilingue( nell'attuale PAL-B italiano può essere inviato solo un segnale stereo o
bilingue monofonico e non più di un migliaio di pagine di Televideo).
Delle varianti MAC,
C-MAC, D-MAC e D2-MAC che si differenziano, in ordine decrescente per la larghezza di
banda occupata, si è imposto in Europa quest'ultimo, in quanto può essere inviato anche
sui cavi coassiali a banda stretta(max. 7 MHz) senza presentare problemi. Il nuovo
standard può essere ricevuto da un televisore PAL purchè si disponga di un
decodificatore che comprimendo il segnale di luminanza e crominanza li invia sull'ingresso
RGB del televisore. I vantaggi del D2-MAC risiedono oltre che nella migliorata qualità
delle immagini anche nella sua compatibità con lo standard europeo HD-MAC( High
Definition MAC) ad altissima risoluzione, 1250 linee e con un rapporto 16 a 9 di quadro
d'immagine che si presta meglio ad una visione panoramica. Del resto bastava osservare
alla IBTS di Milano, una fiera del settore che si tiene ad ottobre, qualche modello di
televisore con lo standard giapponese MUSE(Multiple sub-Nyquist Sampling Encoding) di 1125
linee, per rendersi conto della qualità quasi tridimensionale delle immagini in HDTV.
La legislazione italiana permette ai singoli cittadini
l'installazione di antenne paraboliche purchè sia data notifica, con un'acclusa fotocopia
dell'abbonamento RAI, alla Direzione Compartimentale P.T. competente per territorio. Il
diametro dell'antenna non dovrà comunque superare i tre metri di diametro. I costi
attuali all'utente finale si aggirano sulle 500mila lire- eventuali spese di installazione
escluse- per un dispositivo di antenna fissa per ricevere i programmi dell'Olympus cui
c'è da aggiungere il costo di un ricevitore( 1-2 milioni) e di un decodificatore D2-MAC(
sul milione circa) se si vogliono captare i programmi degli altri quattro satelliti
contigui: i francesi TDF-1 e 2 e i tedeschi TV-SAT1 e 2 per un totale di 12 programmi. Da
tutta Italia e dai paesi in cui deborda il segnale è sufficiente una parabola di 35 cm.
di diametro. Misure inferiori, fino a 23,5 cm. per 2-3 kg di peso totale del dispositivo
esterno, si possono raggiungere se si opta per i nuovi sistemi con parabola a ricezione
diretta. In questa antenna a forma di cono, Il segnale giunge più chiaro in quanto manca
l'ombra del convertitore sulla classica parabola che in questo caso non esiste per cui il
segnale va direttamente all'illuminatore. Cifre un po più alte sono necessarie per
sintonizzarsi invece sui programmi irradiati dall'EUTELSAT-II o dall'ASTRA 2. Somme
comunque ben spese se si ha interesse ad imparare le lingue straniere in modo veloce e
piacevole.
Philippe Rousseau, direttore marketing dell'EUTELSAT ha anticipato a
P.T. che a fine 1995 tre satelliti della terza serie costruiti nell'ambito del progetto
EUROPE-SAT, saranno in grado di irradiare ben 36 canali in HD-MAC: il futuro è già
presente.