The New York Metropolitan Museum

Se ci si chiede qual'e' la principale attrazione turistica di New York, la mente corre all'Empire State Building o ai Twins, i due grattacieli gemelli o alla statua della Liberta' o a China Town. Niente di tutto questo perche' il record di visite lo detiene il Metropolitan Museum of Art con quattro milioni e mezzo di visitatori di cui due milioni non residenti nella City nella quale hanno speso, secondo alcune proiezioni economiche, nei due mesi e mezzo della speciale mostra "Van Gogh in Arles", 300 miliardi di lire.
Il Metropolitan Museum e'
un'istituzione considerata tra le piu' prestigiose del Mondo. Cosa ha portato di
innovativo nel settore?
"Alla meta' degli anni '70, grazie alla dinamica conduzione
dell'ex-presidente Tom Howing, sono state sperimentate le Block-buster Exibitions, delle
mostre che occupano per la loro vastita' interi blocchi del museo, nelle quali sono
presenti prestiti da altri musei o da privati di tutto il Mondo. Sono delle esposizioni
dedicate ad un artista o ad una tendenza della Pittura o della Scultura in un determinato
periodo storico a imperniate sulla molteplicita' dell'Arte come la Mostra Vaticana che
abbiamo avuto l'onore di ospitare nel 1983. Il corporate support, l'impegno delle
societa', va soprattutto a queste speciali mostre in quanto e' li' che le Corporation
possono ricevere il massimo come resa pubblicitaria e di Pubblic Relation. Le diro' che e'
vivamente sentito, in termini di prestigio, da parte degli sponsor associare il loro Logo
alla nostra istituzione. Tra l'altro c'e' da dire che il numero dei visitatori e'
cresciuto proporzionalmente alle mostre speciali, fatto questo riscontrato in tutti i
musei degli Stati Uniti".
A parte le mostre, quali altri
servizi vengono richiesti al museo?
"A volte il Metropolitan concede l'uso di certe zone del Museo per dare
un opening event, in pratica un party che le societa' danno per intrattenere i clienti o
per annunciare in anteprima un evento o un prodotto. Noi riceviamo un adeguato compenso
per l'uso dei locali, mentre in questo caso le societa' non hanno diritto ad esenzioni di
tasse se non per quella riduzione che l'I.R.S., l'Internal Revenue Service considera come
spese aziendali".
Come nasce una sponsorizzazione?
"Noi informiamo i potenziali sponsor con proposte specifiche che
contemplano un contributo che puo' andare da 15 mila ad 1 milione di dollari o piu'. In
genere le corporation negli Stati Uniti danno l'uno per cento dei loro profitti prima
della tassazione, anche se avrebbero possibilita' di devolvere fino al 10 per cento".
Quali contributi ricevete a parte di
quelli della City?
"Dallo Stato di New York riceviamo un fondo annuale che si aggira sui 50
miliardi di lire e bisogna dire che il Governatore Mario Cuomo ha sempre approvato gli
aumenti annuali. Per quanto riguarda il Governo Federale i loro contributi sono
project-oriented; viene cioe' valutata da una Commissione di esperti la fattibilita' dei
progetti da noi presentati. Il museo ha ricevuto dalle Agenzie Federali, quali lo
Institute Of Museum Services, dal National Endowment for the Humanities, un totale di
circa 500 milioni di lire. Il loro sostegno non tocca minimamente le spese correnti che
sono a nostra carico. Ma vorrei essere piu' dettagliata. Il nostro maggior business e' il
Maling, la vendita per corrispondenza, di libri o riviste, ma abbiamo dei profitti dalla
libreria all'interno del Metropolitan e da altri due negozi distaccati presso la Pubblic
Library, la Biblioteca comunale di New York e l'Emporio Macy's.
Nel bilancio riguardante il periodo giugno '86-87 si sono riscontrati 11 miliardi di
profitti netti grazie alla mostra di Van Gogh, mentre il nostro budget annuale si e'
portato a 125 miliardi di lire. Inoltre siamo riusciti a portare il fondo di dotazione del
Metropolitan a 400 miliardi, cio' grazie al Comitato per la finanza diretto da Walter
Burke".
Da quali voci e' formato il vostro
budget?
"Sostanzialmente sono sei le voci che concorrono alla sua formazione: il
ricavato della vendita dei biglietti per l'ingresso al museo, le quote dei soci, le
donazioni e gli aiuti, detti Fund, delle agenzie governative, poi il contributo del Comune
di New York. Le ultime due voci sono costituite dal fondo di dotazione del Metropolitan
Museum cui accennavo prima e infine dalle attivitą ausiliarie quali ad esempio la vendita
dei cataloghi o la conduzione del Bar".
Avete avuto anni con deficit di
bilancio?
"Si, nell'85-86 vi e' stato un deficit di 340 milioni di lire su 121
miliardi. Con taglio alle spese e blocco delle assunzioni siamo riusciti a riportare un
modesto attivo nel bilancio successivo. I deficit li fronteggiamo anche con i
fund-raising, una ricerca cioe' di capitali da destinare al fondo di dotazione".
La Reaganomics con i suoi
conseguenti tagli alle spese pubbliche vi ha toccato direttamente?
"Il Senato e il Congresso hanno fatto da contrappeso. Certo in genere le
Amministrazioni democratiche hanno dato piu' contributi al settore culturale delle
repubblicane. Il futuro comunque promette bene, il turismo e un desiderio diffuso di
maggiore cultura non possono che far aumentare il numero dei visitatori".
Che differenza ha notato tra gli
Stati Uniti e l'Europa?
"Nel vostro continente manca la tradizione del Giving, del dare alla
comunita' e inoltre non si da' molto spazio alla deducibilita'. C'e' una differenza direi
di 20 anni tra le due mentalita' se solo si guarda per esempio al Fund-raising o ai
programmi di acquisizione dei soci. C'e' un ritardo nel capire che l'Arte ha bisogno del
supporto privato. Comunque personalmente ritengo che l'Italia e' all'avanguardia in
Europa: la Olivetti, la Montedison e la Fiat sono un esempio a noi noto".
Proprio nella hall del museo vi e' una tabella che riporta le facilitazioni
che l'I.R.S. concede ai contribuenti che fanno donazioni al Museo. Il complesso degli
edifici, situato al centro di Manhattan, si presta per trascorrere una giornata
rilassante. Il ristorante self-service, nuovissimo, con un menu internazionale e con un
immenso salone a disposizione, si meriterebbe un paio di stelle della guida Michelin pur
costando sui dieci dollari per un pranzo completo. E' una tappa obbligata dopo le prime
ore di passeggio e di appagamento visivo. Altro posto da visitare e' il terrazza su cui
sono esposte sculture moderne e dalla quale si puo' spaziare su tutto il Central Park
circondato dai grattacieli. Si passa cosi' dal silenzio ovattato delle sale del museo al
contatto con la realta' esterna che con il suo brusio attenuato dalla vegetazione del
parco ci prepara ad affrontare il traffico tumultuoso della metropoli.